Zanzi: “Al mercato penseremo più avanti” “Speriamo arrivino i risultati, ma ci vuole tempo per amalgamare la squadra”

Il mercato di riparazione? “Ne riparleremo più avanti”. Così Roberto Zanzi, dg del Bologna calcio, risponde alle domande sulla difficile situazione della squadra in campionato. Il direttore generale che, causa assenza in società di un collega ad hoc, svolge anche le funzioni di direttore sportivo e si occupa del mercato, è il bersaglio delle critiche dei tifosi ormai da molto tempo. A lui si contestano acquisti sbagliati in estate e il mancato abbattimento dei costi di gestione di giocatori e staff. Ma Zanzi non ci sta e spiega: “Il calcioscommesse ha complicato e vanificato alcune operazioni, e non siamo riusciti a sfoltire adeguatamente la rosa, nonostante le 22 operazioni in uscita. L’organico troppo ampio e il contratto dello staff di Bisoli non hanno consentito di ridurre i costi”. E per quanto riguarda gli acquisti che fino ad oggi non hanno dato i frutti sperati? Beh, secondo il dg “ci vuole tempo”, perché l’organico è cambiato molto, “è normale che ora si veda tutto nero, ma i conti li faremo alla fine”, continua, assicurando di confidare nei giocatori che ha scelto e di aver fiducia che possano rispondere sul campo.

Roberto Zanzi, Dg del Bologna

Certo, era quasi impensabile che il dg ammettesse di aver sbagliato completamente la campagna acquisti estiva, ma nelle sue parole non pare esserci nemmeno un briciolo di autocritica, ed arriva a giustificare anche lo smantellamento della squadra che l’anno scorso aveva totalizzato 51 punti in classifica: “Ogni operazione aveva e ha una sua motivazione- spiega- per Mudingay l’occasione era irrinunciabile, mentre la volontà di Gillet era quella di riabbracciare Ventura”. A quanto pare il Bologna ha una società molto molto “sensibile”, che mai e poi mai vorrebbe infastidire o mettere i bastoni tra le ruote ai suoi tesserati, anche qualora ritenesse non utile farli partire. A questo, comunque, si aggiungono le critiche per il mercato in entrata e qualche operazione risulta ancora incomprensibile. Abero, per esempio, doveva essere un’alternativa a Morleo (se non addirittura il titolare) e invece, fino ad oggi, non ha certo reso quanto sperato in partita ed evidentemente nemmeno in allenamento, se è vero che mister Pioli, in assenza di Morleo, preferisce far giocare in fascia sinistra dei laterali destrorsi (vedi Motta e Pulzetti), piuttosto che inserire dal primo minuto l’urugayo. Ma Zanzi difende anche l’operazione Abero e sostiene che il giocatore “ha gamba e piede, ma deve lavorare sulla fase difensiva”. Come tutti i giocatori stranieri e giovani, aggiunge, “Abero avrebbe avuto bisogno di un inserimento più lungo. Se almeno la squadra fosse partita bene, il suo inserimento sarebbe stato più facile”.

Mathìas Abero

Ma l’urugayo non è l’unico acquisto poco utilizzato da Pioli. Tra gli altri anche Pasquato (in tribuna anche quando mancava Diamanti) e Riverola. Sì, proprio quel Riverola che l’anno scorso veniva dipinto come il prospetto di grandissima qualità e di sicura provenienza (cantera del Barcelona) che avrebbe sicuramente aiutato il centrocampo rossoblù con le sue geometrie tutte catalane e il suo modo di interpretare il ruolo in campo. Presenze? Riverola ad oggi in campionato ne ha collezionate la bellezza di 0, nessuna, vuoto assoluto. Insomma, al dg di una squadra penultima in classifica (solo grazie alla penalizzazione del Siena, altrimenti il Bfc sarebbe ultimo) è normale che i tifosi chiedano più risultati e, forse, anche qualche idea su come uscire da una crisi del genere. Ma Zanzi rimanda il discorso mercato al futuro, rivela che la società non se ne sta occupando al momento ed insiste nel sostenere di aver fiducia nei giocatori scelti. Perciò, prima di valutare se conviene o meno intervenire sul mercato (davvero? siamo ancora qui a discutere se conviene intervenire o no?), il dg spiega che aspetterà ancora “qualche partita, sperando che i risultati comincino a venire, e quando sarà il momento” parlerà con il tecnico e si muoverà. D’altronde, immaginiamo noi, ad un direttore sportivo che quando ha il tempo di pensare mette insieme un organico come quello attuale dei rossoblù, forse conviene davvero fare le cose all’ultimo momento (vedi Gilardino).

Giovanni Baiano

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