Ugo Mencherini e Vittorio Longo L’ex diesse Longo: “Bologna, se non programmi rischi di retrocedere”

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Professor Longo, come valuta l’inizio di campionato dei rossoblù?

“E’ un avvio difficoltoso. La vittoria di Roma non fa testo: giocare contro i giallorossi è un rebus, basta guardare le gare con Sampdoria e Catania. Di problemi, il Bologna ne ha: li deve risolvere il prima possibile.”

E’ d’accordo con chi sostiene che questo non sia ancora il Bologna di Pioli?

“Pioli farà quello che può, ma certo non può fare miracoli: questa è la verità, quando si sostituisce Ramirez con Guarente o Riverola. E non so dove si andrà finire”.

Il Bologna rischia quindi di essere coinvolto nella lotta per non retrocedere?

“Sì, la lotta per non retrocedere è destinata a coinvolgere 10 squadre: a Bologna non lo hanno capito. Il lotto delle pericolanti lo vedo composto da Parma, Udinese, Bologna, Pescara,  Chievo, Siena, Cagliari e Palermo. Non me ne vogliano a Bologna, ma l’impressione è quella che siano andati con il carrello al supermercato e preso quelli a buon prezzo: poi si torna a casa e ci si accorge di aver decuplicato quello che già avevano.

Insomma, c’è stata poca programmazione in sede di mercato?

“La risposta viene da sé. Sorensen, De Carvalho, Cherubin, Motta, Abero, Garics, Antonsson, Natali e Morleo: dieci difensori e non c’è un centrocampista, dal momento che Perez e Pazienza sono incontristi. Taider è una parvenza d’interno, mentre Guarente è un cursore: la qualità dov’è? Già con Diamanti in campo veniva a mancare qualità a Ramirez, anche perché c’erano esterni scadenti per la serie A.”

Come valuta il botta e risposta dei giorni scorsi tra Ramirez e il presidente Guaraldi?

“Quando era stato fatto il rinnovo del contratto, era stato promesso a Gaston che sarebbe rimasto un anno qui, poi lo avrebbero venduto, oppure che se fosse rimasto gli avrebbero dato qualcosa in più: la società ha tirato la corda e non ha dato quanto promesso. Sbagliata questa cessione (perché Ramirez non lo si può sostituire con Riverola o Kone), ora non lo si può far passare per un lavativo dovendo giustificare l’introito.”

Tra i tifosi c’è chi si chiede se lei lavora ancora per il Bologna…

“Magari. Guaraldi non l’ho più sentito dall’estate del 2010. Il fatto che io me ne sia andato è stato un atto di dignità: me ne stavo lì a vedere che poi erano altri ad andare in giro a fare le trattative di mercato.”

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