Setti: “La società rossoblù non l’ho mai sentita mia, pensavano poco al calcio.
E devo ancora avere la liquidazione…”

Deve ancora avere l’orologio che ha vinto scommettendo con il presidente Guaraldi che il Bologna dello scorso campionato avrebbe fatto più di 50 punti. E questo lo aveva già mandato a dire nei giorni scorsi. Adesso l’ex vicepresidente rossoblù Maurizio Setti fa sapere che deve avere ancora anche gran parte della liquidazione. Setti ha rilasciato un’intervista a Stadio in cui emerge la fotografia di un presidente felice a Verona, dove di fatto può fare calcio secondo le sue idee, mentre “Bologna ho dovuto viverla ai margini, mi hanno costretto a viverla ai margini”. E le vicende bolognesi  ora le vive “con indifferenza”. Però non è un’indifferenza generalizzata. “Non mi è indifferente la squadra – precisa Setti – non mi è indifferente Pioli: nei loro confronti ho ancora tanto affetto. La mia indifferenza è nei confronti di una società che non ho mai sentito mia”. Per colpa, un po’, anche sua, “non essendo riuscito a convincere gli altri che le cose extracalcistiche dovevano essere messe in secondo piano. Mi sentivo una mosca bianca in una città che ama vivere di ricordi. A esempio, faccio due nomi che mi stanno molto simpatici: Morandi e Pavignani sono grandi tifosi e hanno tanta passione, ma sono lontani dalle dinamiche del calcio”. A Verona, dunque, “ho costruito una società diversa e finalmente posso fare quello che non mi hanno fatto fare a Bologna”. Ad esempio, prendere Sean Sogliano. “Era la mia prima scelta, me lo bocciarono perché mi dissero che era scomodo, boh… Meno male, così ho potuto prenderlo a Verona”. Non manca un paragone tra i due tecnici, Mandorlini da una parte, Pioli dall’altra: “Tutti e due – è il giudizio di Setti – sono estremamente competenti, poi per quanto riguarda l’aspetto calcistico Pioli privilegia la fase di difesa mentre Mandorlini quella d’attacco. Come carattere sono molto diversi, Mandorlini è più sanguigno di Pioli”. Più sanguigno e con la A nel mirino. Si passa quindi a parlare del mercato di gennaio, in un Verona che verrà “aggiustato, anche se abbiamo un organico completo”. Aggiustato sì, ma non con i soldi della liquidazione dopo aver lasciato il Bologna: “Se fosse per quelli, porterei a Verona sì e no un parametro zero”. Quindi l’ammissione: “Devo ancora avere la maggior parte dei soldi”. Nell’attesa, Setti non si sbilancia se sia più facile la salvezza per il Bologna o la promozione del Verona. “Come faccio a saperlo… Dico solo che sarebbe bello ritrovarsi in serie A a giugno”.

 

1 Comment

  1. sindaco 11 ha detto:

    Bortolo, secondo te ritenevano Sogliano scomodo perchè ne capiva di calcio?

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