Pioli: “Pagata solo una disattenzione” “Sono fiducioso, ci manca poco per dare la svolta” Ma perché non provare il 4-4-2?

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Stefano Pioli con il presidente del Bologna Albano Guaraldi

“Non credo che la nostra sconfitta sia un problema di cattiveria, le squadre hanno interpretato la gara nello stesso modo. Noi paghiamo una disattenzione, è la quarta sconfitta in trasferta di misura”. Parola di Stefano Pioli, allenatore del Bologna che in questa prima parte di campionato ha collezionato 8 sconfitte su 12 partite. E visto il momento dei rossoblù, vale la pena analizzare e commentare le parole del comandante in capo, ovvero del mister. Pioli sostiene che la partita di ieri, persa per 1-0 a Torino, sia stata decisa da un episodio, sostiene che la differenza l’ha fatta solo il goal. Pioli sottolinea che “questa è la quarta sconfitta in trasferta per 1-0” e ciò significherebbe che “ci manca poco a dare la svolta”. Da dove si può cominciare? Beh, forse si può cominciare col dire che da sempre la differenza nel calcio la fanno i goal che segni o che prendi. E che non ci pare una gran giustificazione sostenere che l’unica differenza tra una squadra che ha vinto (il Torino) e una che ha perso (il Bologna) sia stata il goal dei granata. Sarebbe come dire che l’unica differenza tra uno studente di successo e uno che viene bocciato è che il primo studia di più. Grazie per l’informazione, mister. Ma poi, a legger meglio le dichiarazioni, Pioli ribadisce che “la partita è stata molto tattica ed equilibrata in cui le due squadre hanno giocato con lo stesso atteggiamento”. Ecco, se per l’ovvietà del goal preso o subito potevamo anche dare ragione all’allenatore, qui non ci pare proprio che il mister abbia analizzato la partita con sufficiente onestà intellettuale. Il Bologna a Torino ha giocato per lo 0-0, è evidente. Magari i piani di Pioli non erano questi, magari voleva attaccare con tutti gli uomini in campo, ma il risultato è stato comunque che i rossoblù si sono preoccupati esclusivamente di difendere e magari ripartire in contropiede, come dimostrano le stesse dichiarazioni di Diamanti a fine partita: “Noi volevamo sfruttare le ripartenze, che però sono state veramente poche. Solo dopo lo svantaggio abbiamo preso coraggio, cosa che io non capisco, e abbiamo cominciato a giocare come sappiamo”. Diamanti dice di non capire, ma noi un’idea ce la siamo fatta: se giochi per il pareggio è chiaro che cominci ad attaccare solo quando vai in svantaggio. Il Torino, di contro, il vantaggio lo ha cercarlo, lo ha trovato e, infatti, a meritato la vittoria. A noi non sembra “lo stesso atteggiamento”.

Alessandro Diamanti

Passando al solito ed inflazionato discorso del “paghiamo una disattenzione”, bisogna sottolineare che il Bologna quest’anno almeno una disattenzione a partita se la concede sempre. Può essere un problema dei giocatori o di chi li allena, non è questo il punto. Il fatto è che, si dice sempre, un buon allenatore è colui che con gli uomini a disposizione riesce ad organizzare al meglio la squadra. E allora ci chiediamo: ma se hai una squadra che in difesa non riesce mai a rimanere concentrata per 90′, conviene davvero impostare le partite per difendere lo 0-0? Non converrebbe forse provare a fare goal? E qui subito viene in mente un altra considerazione a nostro avviso fondamentale. Quest’anno quali sono i giocatori in grado di salvare la squadra? Sono Antonsson, Cherubin, Sorensen, Pazienza e Guarente o Diamanti, Gilardino e (forse) Gabbiadini? Perché se, come crediamo, i giocatori in grado di salvare i rossoblù sono Diamanti e Gilardino, allora varrebbe la pena metterli nelle condizioni migliori possibili per raggiungere l’obiettivo. Invece a Gilardino non arriva un pallone giocabile da quasi due mesi e Diamanti (comunque non al top) deve correre e rincorrere avversari e compagni, per catturare o farsi dare il pallone, fin nella sua metà campo. Pioli insiste col dire che la squadra è stata costruita per giocare a 3 in difesa con 2 laterali che devono fare tutta la fascia. Può anche darsi che sia vero, ma se le cose non funzionano forse sarebbe meglio provare qualcosa di diverso. Magari anche completamente diverso, perché Gilardino è arrivato l’ultimo giorno di mercato, è vero, ma se non gli arrivano cross in mezzo all’area difficilmente può inventarsi da solo 15 goal in un campionato. E, concludiamo, siamo tutti d’accordo che i laterali del Bologna non sono proprio né Carlo Nervo, né Roberto Donadoni, né altri grandi giocatori. Ma un tentativo per sviluppare il gioco sulle fasce, con sovrapposizioni e cross, siamo sicuri che non si possa fare? Ipotizziamo: Garics e Motta a destra, Cherubin e Morleo (o Morleo e Abero) a sinistra, in un vecchio, forse “prevedibile”, sicuramente conosciuto da tutti i giocatori rossoblù 4-4-2. Non certo una squadra di qualità, siamo d’accordo, ma vorremo capire come 4 laterali anziché 2 potrebbero difendere peggio di come sta difendendo il Bologna attualmente. E vorremmo capire come potrebbero attaccare peggio di come sta attaccando il Bologna attualmente. Noi, però, non vogliamo fare gli allenatori e la nostra idea, una volta detta, la rimettiamo lì dove deve stare, nella nostra “testolina”. Una cosa è certa, però, a mister Pioli servirebbe ogni tanto anche un po’ di autocritica e di allarmismo, perché noi guardando la classifica, a differenza sua, non ci sentiamo “tranquilli e fiduciosi”.

Giovanni Baiano

 

1 Comment

  1. Sindaco 11 ha detto:

    Nel 4-4-2 i due davanti chi sarebbero Gila-Diamanti?
    No perchè, quando ha provato Diamanti vicino a Gila qualche partita fa(cagliari per l’esattezza), il Mister prese dei gran nomi perchè “Diamanti non lo puoi mettere punta”…”perchè non è il suo ruolo”…”perchè non lo sa fare”…”perchè perdi uno dei 2 giocatori fondamentali” “perchè giochi in 10”

    Inoltre se Garics sbaglia gli stop come ieri…lo fa nel 442 nel 352 o nel 555 di canà.Motta idem. un cadavere da 3 anni.
    Il problema è che di 4 giocatori di fascia non ne fanno mezzo decente.

    e i 2 centrocampisti chi sono? Perez-Taider? Taider-Pazienza? Guarente-Pazienza?
    Tutta gente che non fa mai un passaggio oltre i 2 metri all’indietro.

    Qual Mister può far diventare mezzi giocatori di serie c come Garics e Motta giocatori da serie a?

    è come dare della mozzarella blu e dei pomodori marci ad uno chef e chiedergli di cucinarci una carbonara.

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