Legambiente si oppone ancora
al nuovo centro tecnico del Bfc

A pochi giorni dal via libera della Conferenza dei servizi, Legambiente torna a puntare il dito contro il progetto per il nuovo centro tecnico del Bologna.

“Sulla necessità di un freno al consumo di suolo negli ultimi anni – è infatti il parere dell’associazione ambientalista – sono state spese molte parole dalla giunta regionale, a partire dal Piano Territoriale Regionale, passando per i programmi elettorali. Purtroppo ad oggi su questo versante gli unici rallentamenti sono stati messi in atto dalla crisi dell’invenduto, mentre dalla Regione non un atto politico riconoscibile è venuto in questa direzione, a riprova di una chiara mancanza di volontà politica. Ultima conferma di questi silenzi, è il caso paradigmatico della variante al PSC di Granarolo, nel bolognese, per la realizzazione del polo sportivo e polifunzionale del Bologna calcio.

Un progetto che coinvolgerà 22 ettari in piena campagna, con una scelta opposta ad ogni sensata strategia urbanistica, che oggi dovrebbe puntare a contenere la dispersione abitativa, ridurre il consumo di suolo e creare nuovi poli attrattivi solo lungo le principali assi di mobilità pubblica di massa. E come spesso accade un progetto attuato in deroga agli strumenti urbanistici, con l’opinabile argomento della “pubblica utilità”.

Invano Legambiente, Italia Nostra ed esponenti della minoranza in consiglio regionale hanno chiesto all’Assessore Peri e agli uffici regionali di esprimere un parere sulla procedura, giudicata non corretta. Un parere che non è mai arrivato, a testimonianza di una impermeabilità ormai consolidata. Ed intanto mercoledì si è chiusa la conferenza degli enti che ha espresso parere favorevole sull’intervento”.

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