Giovanni Baiano Zucchini esce da Bologna 2010: “Sapevo le cose dai giornali, il Centro Tecnico produrrà debito. Zanetti, perché no? “

Meno uno. Esce di scena uno dei soci di minoranza di Bologna 2010 e, di conseguenza del Bologna calcio. Carlo Zucchini, costruttore, era entrato ai tempi del salvataggio del Bfc nel post-Porcedda con poco meno di 250.000 euro, ed oggi annuncia su Repubblica di aver rassegnato le dimissioni da consigliere, nell’attesa che Guaraldi rilevi le sue quote. Ma cosa ha pesato sulla scelta di Zucchini di abbandonare baracca e burattini? Innanzitutto la poca trasparenza della società nei confronti dei soci di minoranza nel momento di prendere delle decisioni. “Bologna 2010 non decideva mai nulla- spiega- tutto avveniva all’interno del club. Mi sono stancato di essere sempre informato a cose fatte”. Beh, non sono proprio bruscolini quelli di cui parla il costruttore.

Giovanni Consorte

In fondo, se un imprenditore investe dei soldi è giusto che voglia sapere come vengono utilizzati, ed è giusto che lo voglia sapere appena vengono spesi e non dai giornali il giorno dopo. Zucchini si dimette perché non sono state mantenute le aspettative che Consorte gli aveva presentato nel 2010, ed è lui stesso ad ammetterlo: “Io mi aspettavo una composizione societaria con più soci ma con quote minori”. In pratica “una base sociale più ampia”. Consorte “ci aveva lasciato intendere altre cose”, lamenta.

Albano Guaraldi

Ma questi non sono gli unici sassolini che l’ex consigliere vuole togliersi dalle scarpe. La vicenda riguardante il nuovo Centro tecnico del Bfc a Granarolo, legata ai terreni che il Bologna ha acquistato dal geometra Rimondi (altro socio del club) è “poco elegante”. Inoltre, secondo Zucchini questo non sarebbe proprio il momento opportuno per avviare un progetto simile, e “70.000 euro all’ettaro (cifra spesa per acquistare i terreni da Rimondi, ndr) è una cifra spropositata. Neanche i frutteti in Romagna costano tanto”, ribadisce ironicamente. Vien da chiedersi se al costruttore non sia balenata in testa l’idea che fosse meglio abbandonare la nave prima che urti contro iceberg troppo grandi per una società come il Bfc. Iceberg come il debito che potrebbe venirsi a creare con il Credito sportivo, proprio per la costruzione del Centro tecnico, visto che lo stesso Guaraldi ha più volte spiegato che sarà il Credito sportivo ad anticipare i soldi alla società. Già, ma prima o poi la società dovrà ridarglieli quei soldi, no? E a chi sostiene che almeno il Bfc aumenterà il suo patrimonio immobiliare e sarà quindi, in caso, vendibile a cifre superiori, Zucchini risponde che “se volevano patrimonializzare potevano conferire i terreni un prezzo equo alla società con un aumento di capitale, così il socio proprietario dei terreni (Rimondi) aumentava la sua quota e il club quei terreni li aveva gratis”. Non fa una grinza. Oppure, continua il costruttore, “tutti i soci mettevano più soldi nel club o reinvestivano i proventi di determinate operazioni (come la cessione di Ramirez) per acquistare un bene”. Ma così come hanno fatto, invece, “il club si indebita”. Ecco che il socio di minoranza “svela” quello che tutti i tifosi temevano da tempo. Inoltre, a nostro avviso, va sottolineata un’altra questione:  è vero, forse, che aumenterà il patrimonio immobiliare del club ma, ci domandiamo, se in futuro la società si troverà con l’acqua alla gola a chi mai potrebbe vendere un Centro tecnico nella “Bassa”, molto distante da qualsiasi società sportiva che militi in categorie decenti? Al Parma che ne ha appena costruito uno? Al Cesena? O forse alla “ricchissima” (scherziamo, ci scusino i dirigenti) Spal di Ferrara? Un patrimonio non vendibile quello del Centro Tecnico, a nostro avviso. Comunque, se Zucchini sia uscito di scena per ragioni di metodo (poca trasparenza della società) o di merito (pochi soldi in società) non è dato saperlo.

Massimo Zanetti

Però, concludendo l’intervista, il costruttore racconta di augurarsi che Zanetti prenda in mano la situazione, pur sottolineando che mister Segafredo dovrebbe “trattare con i soci e liquidarli”. Meno uno, dunque. Quanti usciranno allo scoperto ancora, prima che Guaraldi si ponga qualche dubbio in più sulla sua permanenza ai vertici del club?

 

Giovanni Baiano

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.