Salvataggio Aquile e sacrificio Fossa
Il resto del “percorso F”

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fossa leone

Visti i primi punti fondamentali per il salvataggio della Eagles e,di conseguenza, del brandello che per molti tifosi storici rimane della vecchia Fortitudo, andiamo ad analizzare il resto della “road map”, che riserve qualche sorpresa finale. Infatti, per evitare la chiusura Eagles e riunire il tifo sotto un’unica bandiera, i ragazzi della Fossa sarebbero disposti addirittura a sciogliere il gruppo. E’ l’ultimo punto del percorso e, crediamo, forse evitabile. Ma tant’è: la Fossa dei Leoni si dichiara “disposta a chiudere le attività del gruppo, se risulta essere un problema per quella controparte di tifo che ha sposato il progetto Bbb”. Della serie: per riunire il tifo, per amore solo per amore. Sarebbe una decisione difficile, immaginiamo, per quei tifosi che da sempre hanno dato e continuano a dare tutto per la Effe scudata. Certamente un segno di grande attaccamento e disponibilità verso società e tifo.

Comunque, analizzando ancora la “road map” si legge che fino al primo consiglio Federale, F2011 dovrebbe cercare di coinvolgere, laddove interessata, anche la Fondazione, con un modello di marketing simile a quello “della Libertas sotto l’egida di Marco Santucci”. E se nei primi passi del percorso è prevista una riduzione degli ingaggi di staff e giocatori Eagles, un’altra decurtazione (sul restante 40% dei compensi stagionali) è preventivabile al quinto step, quello in cui verrebbe chiesto alla Fip di riconoscere sportivamente la Eagles come Fortitudo pallacanestro. A quanto pare, giocatori e staff si sono già detti disponibili a trattare anche questa decurtazione. Dal primo consiglio federale alla chiusura del campionato, sarebbe poi riaperta la campagna abbonamenti in una seconda tranche che permetterebbe nuovamente di cercare sponsorizzazioni per incassare. Alla fine del campionato si concretizzerebbe la richiesta alla Fip, con l’iscrizione di Fortitudo pallacanestro alla Serie A2, facendo fruttare l’esperienza della Bbb, che “attualmente gioca in un campionato privo di retrocessioni”: secondo “la road map”, infatti, i costi di gestione sarebbero più facilmente sopportabili in A2, dove squadra e società avrebbero più appeal sia sui tifosi, sia sugli sponsor.   Infine, viene fatto notare ancora una volta che la battaglia per riavere il codice Fip 103 “non va assolutamente condotta”, perché “la continuità sportiva viene concessa dalla Fip e non si ottiene recuperando il numero di targa originale”.

Insomma, Fossa e Fondazione stanno facendo di tutto per riportare tranquillità e pace tra il popolo dell’aquila. Nella speranza di tornare all’antica unità del passato. Non per forza ai successi dell’era Seragnoli, ma all’amore incondizionato per dei colori, quello sì.

Giovanni Baiano

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