Giovanni Baiano Qui si fanno i conti senza l’oste

D’accordo è solo una provocazione, una possibilità che difficilmente potrebbe verificarsi, ma a guardar le classifiche neanche così impossibile: e se le due formazioni che si contendono il popolo fortitudino (la Eagles seguita dalla Fossa dei Leoni e da buona parte della “tifoseria storica” della Effe scudata, e la Biancoblù che raccoglie consensi al Paladozza)  superassero davvero tutte le difficoltà e le aspettative e terminassero in testa i propri campionati in primavera?

In questi giorni non si fa che parlare del futuro della Fortitudo, tra chi sostiene che l’unica via possibile sia proseguire con la Eagles e chi, come anticipato dallo stesso Romagnoli, si aspetta la creazione di una nuova società l’estate prossima, che magari raccolga l’eredità del codice Fip 103 e usufruisca del vuoto lasciato in Legadue proprio dalla Bbb, che chiuderebbe i battenti. Già, il vuoto lasciato dalla Bbb… ma se la Biancoblù continuasse a volare come in questo inizio di stagione? Se, insomma, venisse promossa al termine dei play-off?

Festeggiamenti dei giocatori della Bologna Biancoblù dopo una vittoria

Già è stato detto ampiamente che la squadra di Romagnoli, per budget, è la “cenerentola” del campionato, e anche le statistiche individuali e di squadra non la vedono proprio al vertice. E’ però un dato di fatto che fin qua non ha mai perso e ha dato dimostrazione di carattere nei finali di partita. Chi ha visto un po’ di sport nella propria vita sa perfettamente che spesso il carattere non basta, ma mettiamo che questa volta sia sufficiente. D’altronde il livello del basket italiano e conseguentemente dei suoi campionati si è abbassato, è il segreto di Pulcinella, e una formazione ben allenata, con carattere e forti stimoli potrebbe anche stupire.                                                                                                                                    Qui, però, sorgono i problemi ed alcune domande vengono spontanee:   Romagnoli potrebbe rinunciare a un titolo sportivo in Serie A? O, più semplicemente, sarebbe giusto che lo facesse? C’è da pensare che chi ha fatto fatica a mettere insieme il budget per una squadra di Legadue difficilmente potrà trovare i fondi per gestirne da subito una in Serie A, e questo è senz’altro un punto su cui riflettere. Ma l’impressione è che a Bologna troppa gente stia facendo i conti senza l’oste, che non si tenga conto di quanti sforzi stiano compiendo i veri “non colpevoli” della situazione di stallo in cui si trova il mondo Fortitudo, ovvero i giocatori, sia quelli della Eagles sia quelli della Biancoblù.

Festeggiamenti in campo dei giocatori della Eagles con la Fossa dei Leoni a Sant’Arcangelo di Romagna

I primi si allenano e giocano senza avere la certezza dello stipendio a fine mese, senza sapere neanche se la loro squadra continuerà ad esistere nel prossimo futuro,  e fin qua stanno facendo certamente un campionato dignitoso per le condizioni in cui si trovano (vogliamo per caso ricordare come giocavano i vari Huertas, Gordon e compagnia l’ultimo anno della Effe in Serie A, quando non percepivano lo stipendio?); i secondi, come detto, le hanno vinte tutte e stanno dimostrando di essere una “vera” squadra.

Ora non si tratta di spendere altre parole per capire quale sia la strada da seguire per riunire il popolo dell’aquila, ma forse di avere un po’ più di attenzione verso il basket giocato e verso dei professionisti che, a discapito di tutto, il loro lavoro lo stanno facendo e anche bene. E può anche darsi che la Biancoblù non sia la “vera” Fortitudo, può darsi che gestire la Eagles fino a fine anno sia davvero complicato, ma una cosa è certa: Bologna e i suoi appassionati di basket dovrebbero, per una volta, esser contenti che due compagini così esistano, l’una che va avanti con grinta e passione senza nessuna certezza e l’altra che le certezze se le sta costruendo sul parquet. Bologna e i suoi appassionati di basket dovrebbero sperare che questi giocatori non ascoltino troppo le sirene che arrivano dalla stampa, né tutti i discorsi societari, e che continuino a fare quello che stanno facendo: giocare a basket. Perché se gli attori recitano male, il film non sbanca i botteghini. E’ per questo che, forse, la Bologna sportiva dovrebbe cominciare a fare i conti con l’oste.

Giovanni Baiano

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