Giovanni Baiano
A gennaio Acquafresca al Cagliari?
Per sostituirlo guardiamo in casa nostra

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Robert Acquafresca

Cinque misere partite con zero goal in questo inizio di stagione, cinque reti in 34 presenze l’anno scorso. Robert Acquafresca (25 anni) fino ad oggi non ha certamente vissuto l’esperienza che si aspettava sotto le Due torri, e negli ultimi tempi circolano sempre più voci sulla sua possibile partenza da Bologna. Forse il Napoli, forse il Cagliari, forse altrove. Sta di fatto che mister Pioli non lo vede proprio in cima alla lista dei titolari, “spodestato” inizialmente da Gilardino e poi anche dal giovane Gabbiadini (due giocatori entrambi in prestito, uno dal Genoa e l’altro dalla Juventus). Lui, Acquafresca, che questa estate doveva prendere il posto di capitan Di Vaio e segnare le reti che avrebbero assicurato la salvezza al Bfc. Ora, poi, ci si è messa anche la sfortuna e l’italo-polacco dovrà fare i conti con una lesione al bicipite femorale destro, che lo terrà lontano dal rettangolo di gioco ancora per qualche tempo.

Robert Acquafresca esultante dopo uno dei pochi goal segnati col Bologna

Intanto, però, le settimane passano, le partite anche e il suo addio dai rossoblù sembra sempre più probabile. E’ di ieri pomeriggio la notizia riportata da sportmediaset secondo la quale Acquafresca sarebbe molto vicino ad un altro ritorno in Sardegna, agli ordini di quel Cellino (presidente del Cagliari) che già una volta, nel 2010, lo aveva riaccolto tra le sue file dopo un periodo negativo all’Atalanta e al Genoa. Per il Bologna e la società cedere Acquafresca sarebbe, forse, come ammettere di avere commesso un errore in estate: l’italo-polacco fu infatti riscattato dal Genoa con due milioni e mezzo di euro. Il Dg del Bfc, Roberto Zanzi, potrà, se vorrà, continuare a dire che non bisogna cercare i colpevoli di un mercato “deficitario”, ma qualcuno ce ne sarà pure se il Bologna è penultimo in classifica e il bomber che era stato scelto in estate per sostituire Di Vaio rischia di partire a gennaio?

Roberto Zanzi, dg del Bologna

Noi, però, non vogliamo guardare solo agli aspetti negativi della gestione societaria, e allora ci concentriamo sulle prestazioni della squadra Primavera, che anche ieri ha confermato il suo buon momento contro l’Udinese (sì, proprio quell’Udinese di cui tanto si loda il settore giovanile), battuta per 4-1 in trasferta. L’allenatore della Primavera rossoblù, Francesco Baldini, sta facendo certamente un buon lavoro e i suoi ragazzi un ottimo campionato. Tra i “baby” del Bologna, inoltre, ce ne sono un paio che stanno attirando le attenzioni di diverse società: Alessandro Capello e Marco Maini, solo per citarne due.

Dunque, viene da chiedersi, se una società che in estate è costretta a vendere il suo portiere titolare (Gillet), il suo difensore dal maggior rendimento (Raggi), il suo centrocampista più determinante (Mudingay) e il suo “gioiello” (Ramirez), solo per sopravvivere e tenere i conti in ordine, non debba entrare nell’ottica di valorizzare (ma farlo per davvero)  i prodotti del suo vivaio? In sostanza, se come sembra a gennaio partirà Acquafresca, con Diamanti e Gilardino titolari fissi e Gabbiadini che mostra di avere talento e voglia, non sarà meglio evitare di spendere (male) altri soldi, e invece provare a valorizzare un Veratti (20 anni a febbraio, 7 goal in 9 partite con la Primavera) o un Benatti (19 anni a gennaio, 5 goal in 10 partite con la Primavera)?

Luca Veratti, bomber della primavera rossoblù

In passato, ci pare, i prodotti del vivaio sono stati venduti a poco o niente senza neanche essere provati (Borini su tutti), o sostituiti troppo in fretta con giocatori dello stesso livello se non peggiori, tra l’altro pagati profumatamente (siamo sicuri che Casarini sia peggio di Kone?) Non sarà l’ora di smetterla, sia per il bene di giocatori che sono cresciuti nel vivaio rossoblù, sia per le casse societarie?

Giovanni Baiano

1 Comment

  1. sindaco 11 scrive:

    Concordo in pieno sul discorso primavera!(e ci aggiungo:Riverola è peggio di questo Pazienza???)

    Faccio un’altra domanda a voi “addetti ai lavori”:
    Capello, 4 in gol quest’anno in primavera(ha 3 anni in meno di Veratti), già l’anno scorso veniva descritto come futura promessa del BFC, e dicevano fosse già richiesto dalla juve e seguito dal ds bianconero Pratici.

    Bene.
    Fatta questa premessa e non avendolo mai visto giocare, chiedo a voi se non sia il caso di fargli fare già qualche spezzone in A?
    Tanti piccoli campioncini(senza scomodare i vari totti o del Piero o Mancini e Gilardino) hanno esordito in A a quell’età. 16/17 anni, perchè non provare?
    Ad esempio un Bologna-Catania sul 3-0 a 10 minuti dalla fine non sarebbe stato perfetta?

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