Gianni MarchesiniPagelle. Diamanti 4,5: un leader non spariscePioli 5: nelle prime sette peggio di un anno fa

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Stefano Pioli ha “festeggiato” nel peggiore dei modi le sue prime 100 panchine di serie A: a Firenze contro i viola il Bologna ha sfornato la partite più deludente di questo primo scorcio di campionato, perdendo di misura una partita nella quale è stato totalmente sovrastato da avversari superiori in tutto e frenati solo da un eccesso di leziosità che ha impedito loro di chiudere anzitempo con un risultato più rotondo.

DIAMANTI 

 

Un leader non si può eclissare così. Nel secondo tempo Diamanti tocca il primo pallone intorno al 25’, e 7 minuti dopo Pioli lo richiama in panchina per Gabiadini. 4,5

E nel primo tempo si limita a due conclusioni fuori e a una punizione da 25 metri indirizzata all’angolo alto, da dove Viviano la toglie con una bella deviazione. Troppo poco.

Pioli gli chiede di fare la seconda punta accanto a Gilardino, lasciando a Kone il ruolo di trequartista. Ma Alino non entra mai in partita, non trova passo né misura. Olivera, regista mobile, va a contrastarlo in avvio di azione, e il capitano rossoblu non riesce mai a trovare lo spazio per offrire un punto di riferimento ai compagni o un’opportunità a stesso. Sembra di vedere il Diamanti di Italia-Malta, a disagio col ruolo e con la squadra, oggetto di critiche piuttosto secche da parte di Prandelli.

Il problema è che, per definizione, un creativo non può garantire equilibri stabili: inevitabile quando la spinta viene dagli estri di giornata. Ma il punto è che su Diamanti Pioli ha investito proprio come leader, come punto di riferimento, tanto da affidargli anche la fascia di capitano. E forse per lui il peso è eccessivo. E il voto negativo tiene inevitabilmente conto delle responsabilità e dei doveri maggiori.

PIOLI 5

Una gara, ovvio, non può giustificare un giudizio definitivo. Pioli, oltretutto, nei commenti esibisce assoluta lucidità e il consueto equilibrio, in un’ autocritica piuttosto netta.

Ma contro di lui giocano diversi elementi.

Intanto i numeri. Nelle prime 7 gare sulla panchina rossoblu nella scorsa stagione, pur zavorrato dalla partenza choc di Bisoli (1 punto in 5 partite), Pioli aveva raccolto 10 punti, con 3 vittorie, 1 pari e 2 sconfitte. Nelle prime 7 di quest’anno ha conquistato 7 punti con 2 vittorie 1 pari e 4 sconfitte: cioè una vittoria in meno e il doppio di sconfitte. Pensare che dipenda tutto dalla sfortuna è una barzelletta.

Piuttosto conta come è stata costruita la squadra. Con l’avallo di Pioli, il quale si è lamentato solo per la cessione di Gillet e il mancato acquisto di Belfodil. Tutto il resto gli è andato bene. Ma il vero guaio è stato perdere contemporaneamente i due lati di sinistra (Mudingay e Ramirez, affiancati da Perez e Diamanti) del “quadrilatero” che – inventato proprio da Pioli all’inizio del 2012 – aveva fatto le fortune rossoblu. Pioli sostiene che questa squadra può fare meglio di quella di un anno fa perché ha un centrocampo più manovriero. Ma proprio lì il Bologna sta perdendo il confronto con quasi tutti gli avversari. E siccome i centrocampisti li ha scelti lui, tocca a lui risolvere i problemi.

Infine la soluzione di schierare contemporaneamente tre punte molto simili (Acquafresca e Gabbiadini a togliere spazio a Gilardino) sembra più una mossa di disperazione che una scelta tattica logica. E lo stesso tentativo di rimediare con le tre punte si era già verificato contro Pescara e Siena. Ma anche allora, come con la Fiorentina, il problema vero consisteva nella difficoltà di creare anche un minimo di parvenza di gioco.

AGLIARDI 6,5

Alcuni errori da brivido nella gestione del pallone a terra in area. Ma, considerando che è costretto a giocare in condizioni fisiche menomate visto l’infortunio che blocca Curci, il portiere tutto sommato infila una serie di parate importanti: al 14’ su tiro deviato di Mati Fernandez, al 6’ della ripresa contrando di piede su Borja Valero, al 42’ volando a togliere dall’incrocio un destro di Cuadrado e poi ribattendo sull’angolo successivo la conclusione ravvicinata di Tomovic, infine all’ultimo secondo smanacciando su El Hamdaui.

Senza questi interventi commenteremmo una batosta umiliante.

SOERENSEN 6

Gioca 25’ da centrale al posto di Natali e con un piglio e una sicurezza che suggeriscono una domanda: ma davvero il biondo ex juventino è proprio l’ultimo fra i difensori a disposizione di Pioli?

Nulla di straordinario, certo. Ma l’anno scorso, schierato da esterno contro il Palermo andò in gol, ora non mostra timidezze anche in un altro ruolo. Cosa gli manca per essere più considerato dal tecnico? La domanda meriterebbe una risposta.

 

 

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