Gianni Marchesini Le pagelle di Torino-Bologna Gli errori del tecnico, la solidità di Soerensen, la riscoperta di Krhin

PIOLI 4,5

“Ci manca pochissimo per cambiare l’andamento del campionato”. “Sappiamo come affrontare il Torino”. Dopo aver letto queste dichiarazioni di Pioli, non ci aspettavamo davvero il Bologna visto in campo contro i granata.

L’avvio aggressivo è stato più breve del solito. Poi è subentrata un’apatia impressionante. Il Bologna non ha messo insieme neppure un tiro nella porta di Gillet (due tiri fuori di Diamanti e uno di Gilardino). Pioli ha commesso alcuni errori evidentissimi.

1. Ha schierato a sinistra un centrocampista destrorso come Pulzetti, a contrastare un’ala insidiosa come Cerci. Che, ovviamente, l’ha fatto nero. E solo nella ripresa ha sostituito Pulzetti con Motta, difensore già impiegato a sinistra, e Cerci si è eclissato.

2. Ha inserito Krhin solo in seguito all’infortunio di Perez. Ma lo sloveno, pur confermando una velocità inferiore anche a quella di Pecci a fine carriera, ha dimostrato di essere l’unico ad avere un’idea di come far girare il pallone. Non era meglio partire con lui in mezzo a Perez e Taider?

3. Dopo lo svantaggio ha impiegato 10 minuti a decidere di mandare dentro Gabbiadini: ma la seconda punta non era indispensabile per cercare di riequilibrare il risultato?

4. Ultima considerazione, ma assai preoccupante: i rossoblu danno la sensazione di camminare. La condizione non è per nulla brillante. Niente a che vedere con ritmo e corsa indispensabili per creare difficoltà agli avversari. Le 8 sconfitte su 12 partite si spiegano anche così.

Domenica col Palermo Pioli dovrebbe riuscire a cancellare in un colpo tutte queste sensazioni. Ce la farà?

SOERENSEN 6,5

Il ragazzino danese (ha appena 20 anni e mezzo!) cresce di partita in partita. Si oppone efficacemente a Bianchi, regge con personalità il ruolo di centrale che non fa parte delle sue esperienze precedenti. Cerca anche di proporsi in avvio di azione.

Insomma, mentre tutti confidiamo sul rientro dell’espertissimo Portanova, dobbiamo sperare che un bimbetto eviti che la difesa vada a rotoli. Rimediando anche alle amnesie (ripetute) di Antonsonn, battuto di testa da D’Ambrosio come già da Ranocchia, sempre a un metro dal secondo palo.

KRHIN 6

Altro baby (ha 22 anni) sul quale Pioli deve confidare per non tracollare. Nonostante il ritmo partita non ci sia, dopo un infortunio durato mesi, la sua presenza sembra consentire alla manovra rossoblu di seguire qualche linea di gioco. Niente di trascendentale, ma sempre meglio rispetto al nulla che offrono in fase di proposizione elementi esperti come Guarente e Pazienza (oltre a Perez, che mai potrà essere il regista della squadra).

Krhin, come Soerensen, era già qua. Nelle dozzina di acquisti conclusi da Zanzi non c’è un solo elemento più affidabile di questi due giovinetti.

Complimenti vivissimi al d.s.-d.g. che, per replicare alle critiche, filosofeggia sul gran lavoro che si svolge a Casteldebole. In attesa di rimpinzare di altri giocatori una “rosa” interminabile e costosissima.

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