Emilio Baldi Rimonta di Alonso, tre punti rosicchiati a un sensazionale Vettel. Ad Abu Dhabi vince Raikkonen

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4 novembre 2012
Ugo Mencherini
Curva Andrea Costa al fianco della squadra
e dell’allenatore, non della società
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Sono ora dieci i punti di distacco tra la Red Bull e la Ferrari a due gran premi dalla fine del Mondiale di Formula 1. Ad Abu Dhabi la safety car avvantaggia il tedesco che peraltro fa una gara bellissima e dalla pit lane arriva sul podio insidiando Alonso che ha anche provato a superare il finlandese. Kimi Raikkonen su Lotus torna al successo dopo tre anni, ultimo successo a Spa nel 2009 con la Ferrari. Dietro Vettel finiscono Button, Maldonado, Kobayashi e Massa, che lamenta una mancata penalità a Webber. Tra due settimane in pista ad Austin, Texas. Le dichiarazioni di casa Ferrari, ecco Stefano Domenicali: “Ancora una bellissima gara di Fernando, l’ennesima di questa sua straordinaria stagione. Il secondo posto di oggi è arrivato soprattutto grazie alla sua capacità di spremere il massimo e anche di più da quanto gli mettiamo a disposizione. Il suo ritardo in classifica si è ridotto a dieci punti e tutto è ancora in gioco: certo, dovremo fare qualcosa di più e di meglio di quanto non abbiamo fatto finora per dargli una vettura più competitiva. Se ci avessero chiesto ieri pomeriggio subito dopo le qualifiche che avremmo lasciato Abu Dhabi con questo distacco forse lo avremmo accettato ma è anche vero che oggi pomeriggio, prima della partenza, le prospettive erano cambiate. Sicuramente lo svolgimento della gara e gli episodi che l’hanno caratterizzata non ci sono stati favorevoli nell’ottica del campionato ma queste sono circostanze su cui noi non avevamo alcun controllo. La cosa importante è aver comunque diminuito lo svantaggio nella classifica Piloti in un Gran Premio che era diventato particolarmente difficile perché la nostra prestazione non soltanto non era stata all’altezza dell’avversario diretto ma era stata inferiore anche ad altre squadre”.
Fernando Alonso“Sono contento di com’è finito questo fine settimana. E’ vero, con Sebastian ultimo c’era l’opportunità di ridurre il distacco più sensibilmente ma è altrettanto vero che la nostra prestazione e la nostra posizione sulla griglia potevano anche farci perdere dei punti in questo Gran Premio. Lo ripeto: loro hanno la macchina più veloce, noi la squadra migliore. Ognuno lotta con le armi che ha a disposizione: non riusciremo a trasformare la nostra vettura in quella più veloce del lotto con un tocco di una bacchetta magica ma opporremo alla loro prestazione la nostra perfezione di squadra. La simulazione ci metteva in una posizione fra la quarta e la sesta: siamo finiti secondi quindi è stata ancora una volta una gara più che perfetta, corsa al massimo dall’inizio alla fine. Certo, un numero di ritiri inconsueto e due neutralizzazioni dal tempismo poco propizio non hanno giocato a nostro favore ma queste sono cose che non dipendono da noi: dovevamo soltanto rimanere concentrati sulla nostra gara ed è quello che abbiamo fatto. Ora andremo ad Austin, un circuito sconosciuto per tutti: abbiamo avuto soltanto un assaggio al simulatore ma la pista è un’altra cosa: speriamo di fare un bel risultato e di offrire un bello spettacolo in un Paese importante come gli Stati Uniti. Stanotte andrò a dormire pensando che il bicchiere è pienissimo, altro che mezzo vuoto: dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto, del lavoro svolto dai meccanici in pista e dagli ingegneri che hanno cercato di mettere a punto la vettura. Ho lottato dall’inizio alla fine: prima con Maldonado, poi con Jenson e, alla fine, ho cercato di andare a prendere anche Kimi. Non c’è stato un giro in cui abbia potuto rilassarmi. La gara migliore dell’anno? Deve ancora arrivare…”.

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