Ayrton Badovini in Ducati SBK ?
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Badovini

Dovrebbe mancare poco all’annuncio ufficiale, ma ieri Francesco Batta ha posto la parola fine alla ricerca, da parte di Ducati, del secondo pilota per il Mondiale Superbike 2013.

La scelta é caduta su Ayrton Badovini, biellese come Gilardino, 26 anni e mezzo.

Rivelatosi giovanissimo nell’Aprilia Challenger 125, Badovini nel 2002 è ben presto passato alle quattro tempi e nel 2003 ha fatto il suo esordio nella Superstock 1000 con la MV. Rimane in questa categoria sino al 2008, quando il team Pedercini lo fa debuttare nel mondiale Superbike con una Kawasaki privata. L’anno successivo la Kawasaki diventa ufficiale, ma il team PSG1 lo lascia a piedi dopo sole poche gare e lui pur di non restare lontano dalla piste accetta di gareggiare nel mondiale Endurance.

Nel 2010 Serafino Foti ed il nuovo team BMW Motorrad Italia si ricordano di lui e vengono ripagati con la conquista del titolo della Superstock 1000 FIM Cup. Ayrton domina il campionato dalla prima all’ultima gara e dopo aver riportato al successo la MV a Brno nel 2006 a 30 anni dall’ultima vittoria di Agostini con la moto italiana, ora riporta al successo la casa tedesca che non conquistava un titolo dai lontani anni 30.

Promosso in Superbike Badovini deve vedersela con una ancora scorbutica S1000RR. Nel 2011 affianca il due volte campione del mondo James Toseland, che si ritirerà prematuramente a causa di un infortunio, e conclude al decimo posto con 165 punti. Il suo miglior risultato è un quarto posto a Misano in gara due in lotta con Haga che lo precede di un soffio sul traguardo. Quest’anno, compagno di squadra di Michel Fabrizio, è salito sul podio di Silverstone, terzo in…..scivolata, in quanto cade subito dopo il traguardo sulla pista resa infida dalla pioggia (e con le slick). Termina il mondiale al dodicesimo posto con 133 punti.

A Valencai, Carlos Checa ha parlato della prossima stagione.

Come procede lo sviluppo della 1199 Panigale?

“È un progetto entusiasmante. Stiamo parlando di una moto diversa, nata da un concetto nuovo. Dobbiamo dedicarci tempo e fare più test possibili prima dell’inizio della prossima stagione per raggiungere il livello desiderato. Proverò ad Aragon il 14 e 15 novembre, poi a Jerez dal 27 al 29. Spero di trovare la giusta competitività il prima possibile, ma ci aspetta sicuramente del lavoro da fare per avvicinarci alla concorrenza. I nostri avversari hanno dai 2 a 4 anni di vantaggio in termini di sviluppo, e la potenza delle 1000 è difficile da raggiungere per una bi-cilindrica. In certi circuiti il divario in termini di motore si traduce in mezzo secondo al giro”.

Da dove riparte la tua sfida nella SBK?

“Sono in Ducati da 3 anni e qui sto bene. Ho un bel gruppo di lavoro, con il quale ho vinto un titolo e realizzato un terzo posto nel mondiale. Lo scorso anno, per motivi tecnici e di regolamento, non sono riuscito ad andare oltre il quarto posto, ma non ho perso l’entusiasmo. Rispetto alle MotoGP, queste moto non possono fare cambiamenti altrettanto radicali, quindi lo sviluppo procederà in modo diverso. Cercherò di fare il mio lavoro al meglio, e vedremo dove possiamo arrivare insieme”.

Per uno che ha combattuto in entrambi i campionati, come vedi il passaggio di consegne della SBK nelle mani della Dorna?

“Non credo che, di fatto, cambierà nulla in tempi brevi. Se dal 2014 questo significherà un passo indietro a livello di elaborazione e tecnologia per me non sarebbe un problema. Anzi, credo che sarebbe una cosa positiva per tutti”.

Ti ha sorpreso il ritiro di Max Biaggi?

“No, anche perché non penso sia una questione di età quanto di motivazioni. Dipende molto dal progetto che ti propongono, e dall’entusiasmo che genera in te. Io ancora voglia di dedicarmi anima e corpo a questo lavoro, e mi alzo tutti i giorni con questo pensiero. Certo non credo che correrò fino a 50 anni, ma mi trovo bene nella squadra, mi sento in forma, e ho ancora molta voglia di crescere ed imparare come pilota”.

Quali sono le tue impressioni sulla MotoGP? Hai un favorito per l’ultima gara?

“Mi piacciono molto l’atmosfera e l’alto livello della competizione. Ho ancora molte conoscenze nel paddock, ed è bello per me essere qui e rivederle di persona. Poi mi è piaciuta la sfida tra Lorenzo e Pedrosa. Con Jorge ho più rapporti, ma non ho un favorito per la gara. Al risultato ci può arrivare uno solo, e non è mai una cosa facile”.

Da ducatista, che ne pensi della fine dell’avventura tra la Rossa e Valentino Rossi?

“Credo sia stata comunque un’esperienza importante per entrambi, dalla quale ognuno può portare a casa degli insegnamenti. È un peccato che sia mancato il risultato, ma ci hanno provato fino alla fine. Ora è normale che prendano strade separate. Valentino potrà concentrarsi maggiormente sulla parte sportiva e meno su quella tecnica, mentre Ducati comincerà un’esperienza differente, probabilmente con meno pressione sulle spalle”.

Infine, di Superbike ha parlato anche Carmelo Ezpeleta. Il manager spagnolo ha ribadito ancora una volta quanto già detto, spiegando che la parola d’ordine della stagione 2013 sarà stabilità: “A inizio dicembre faremo una riunione alla FIM nella quale diremo ai team che per il 2013 tutto resterà come già deciso. Ugualmente sarà per il personale che ha operato fino ad ora, con l’aggiunta di due dipendenti Dorna” ha detto alla Gazzetta dello Sport.

La situazione invece potrebbe mutare nel 2014, nell’ottica di provare a ridurre i costi del campionato: “Per il 2014 si vedrà. In quel campionato le risorse economiche sono limitate: l’unica cosa che posso fare è rendere le moto meno care”.

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