Ugo Mencherini Carmine Longo già 6 mesi fa aveva puntato il dito su Bari e Salernitana

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Longo

 

 

Non si sono ancora spenti gli echi delle sentenze dei primi tre filoni di indagine di “Scommessopoli 2011”, che le dichiarazioni del capo della Polizia, Antonio Manganelli (“Sta per venire fuori altro e porterà a ulteriori risposte, se possibile ancora più clamorose”), hanno  riacceso i riflettori, facendo tremare ancora una volta le già fragili ginocchia del sistema-calcio italiano.

Il capo della Polizia Manganelli

In particolare, secondo le indiscrezioni provenienti dai palazzi di giustizia, la partita che potrebbe far saltare il banco del mondo del pallone, è Salernitana-Bari: stagione 2009-10, conclusasi con il ritorno in Serie A della formazione pugliese, un “dream team” dello scandalo calcio scommesse che all’epoca poteva contare su ben 22 tesserati poi coinvolti nell’ambito del quinto filone di indagini.

Ma su Bari e Salernitana già sei mesi fa, ben prima delle recenti indiscrezioni giornalistiche, aveva “puntato il dito” un grande conoscitore del mondo del calcio, ex dirigente della società campana: Carmine Longo. L’operatore di mercato, intervistato ai microfoni di “Telecentro” nel corso della trasmissione sportiva “Tempi Supplementari”, condotta da Ugo Mencherini e Vittorio Longo, nell’aprile di quest’anno aveva infatti dichiarato: “Non  sono stupito dell’inchiesta e degli scandali legati al Calcioscommesse, sono piuttosto stupito che ci sia stato un ritardo del genere. Ricordo qualche partita, anche se in quel periodo non lavoravo, di quattro campionati fa. Il Bari vinse il campionato, Stellini in campo e Conte in panchina. Invito tutti a guardare la partita contro la Salernitana” .

L’ex consulente del mercato del Bologna, raggiunto telefonicamente nella giornata di oggi, ha anche aggiunto: “Al riguardo di quella partita mi ha chiamato la Procura: con loro ho ribadito il fatto che io non ero a conoscenza di illeciti, che altrimenti avrei denunciato, ma che avevo avuto la netta sensazione di una partita ‘all’acqua di rose’. Sensazione poi confermata da quanto sta accadendo ora”.

Un messaggio piuttosto chiaro, seguito dalla netta condanna nei confronti dei comportamenti illeciti: “A certi giocatori va spiegato cosa significa la deontologia”.

Concetto evidentemente sconosciuto ai protagonisti di una vicenda che potrebbe nuovamente scuotere dalle fondamenta il mondo del pallone: la ricostruzione dei fatti, definita “documentatissima” dagli investigatori, potrebbe infatti portare a pesanti condanne da parte della giustizia sportiva.  E le ginocchia del debilitato sistema calcio tornano a tremare.

 

L’intervista completa si trova a questo link: http://www.telesanterno.com/longo-ramirez-e-mudingayi-addio-a-fine-stagione-opera-destabilizzante-del-bologna-sul-nino-0424.html

 

V.L. – U.M.

 

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