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Il Consiglio d’Europa del 1992 definisce lo sport come qualsiasi forma di attività fisica che abbia come obiettivo il miglioramento delle condizioni fisiche e psichiche, lo sviluppo delle relazioni sociali o il conseguimento di risultati nel corso di competizioni a tutti i livelli. Questo per il Presidente Uips Fabio Casadio è il punto di partenza per comprendere il concetto di Sport che da oltre sessant’anni l’Unione Italiana Sportpertutti cerca di incarnare. Se nel dopoguerra la pratica motoria era un facilitatore sociale ed aggregante solo per alcune categorie (con il sindaco Dozza protagonista di questa ricostruzione), negli anni successivi il concetto si è allargato con delle proposte nuove, muovendosi nelle carceri, proponendo attività agli anziani e promuovendo il concetto di sport come diritto di cittadinanza. “Oggi la nuova frontiera é la salute. Il movimento riconosciuto universalmente come strumento di prevenzione!”. Questo uno dei primi concetti espressi nel convegno Lo sport fa storia. Sport e benessere tra ieri e oggi, nell’ambito della IX edizione della Festa Internazionale della Storia.

Anche il dottor Luigi Bagnoli (vicepresidente dell’Ordine dei medici) è intervenuto tra i relatori, descrivendo lo sport sin dalle origini dell’uomo, “oggi lo sport non può essere visto solo come agonismo, pratica del sé estremo. Abbiamo cambiato il modello di vita. Oggi non ci si muove più, se l’uomo delle origini faceva movimento per vivere, sostentarsi, lavorare, ora l’attività fisica é una necessità che deve aumentare, soprattutto negli adulti molto sedentari.”

L’Assessore Luca Rizzo Nervo ha compiuto una disamina sulla valenza della pratica motoria: “Lo Sport é un fedele interprete della storia delle comunità. Compito di una Amministrazione in questa città (che ha sempre fatto dello sport un momento importante della propria vita comunitaria) è prendere atto che é cambiata la domanda di sport, ma soprattutto  immaginare una programmazione adeguata insieme al mondo degli Enti e dell’associazionismo, che sono un patrimonio straordinario. I luoghi dello sport sono ineguagliabili Social Network, ove si verificano processi importantissimi a cui le risorse pubbliche devono guardare. Vanno  riprogrammate le azioni in modo diverso guardando allo sport, al movimento e al benessere immaginando impianti e strutture in modo nuovo rispetto al passato. Dobbiamo dare occasioni di movimento organizzandole in modo diverso, anche al di fuori degli impianti. E’ necessario immaginare strutture nuove, leggere, che rispondano a questa domanda di movimento, indirizzando risorse anche private”.

Il vice allenatore della Nazionale maschile di Volley, fresco di medaglia olimpica, Andrea Brogioni, ha parlato di cultura sportiva deficitaria nel nostro Paese, ampiamente dimostratolo anche con Olimpiadi e ParaOlimpiadi.

C’erano anche Martina Grimaldi e Marco Orsi, facce pulite dello sport agonistico di casa nostra che hanno testimoniato la loro esperienza londinese. “L’allenatore, la testa ed il carattere sono state determinanti per il risultato, alla fine in acqua ero da sola e per fare quel qualcosa in più mi sono concentrata ed ho attinto anche alle mie risorse”, queste le parole di Martina. Per Marco Orsi “l’ obiettivo era la qualifica e l’ho raggiunto. Potevo fare molto meglio, ma c’é tempo per rifarsi. La testa fa il 70% della gara e in 20 secondi mi gioco il tutto. “

Entrando nel dibattito poi Casadio riprende ed approfondisce i concetti espressi in premessa “Sono orgoglioso di Martina e Marco, la nostra Associazione ha creato delle condizioni per farli crescere, dopo averli visti crescere nei corsi tradizionali. Ma dobbiamo tenere conto che i campioni rappresentano il 5% della popolazione, il 95% è lontano da queste logiche. Bisogna creare le condizioni per creare una città attiva cambiando visione, un approccio diverso, in un modello dove l’attività agonistica é compresa, ribaltando la mentalità comune”.

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