Andrea Tedeschi Una domenica di basket quasi trionfale: motivi di gioia per le F e la V

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Ci sono tanti motivi per sorridere ed altri, addirittura, per esaltarsi. Segno che quella Basket City da più parti recentemente dileggiata, poi, così tanto in declino non è…
La copertina, oggi, la merita tutta Stefano Salieri. Vero è che le sue squadre partono solitamente al massimo per via di una preparazione estiva particolarmente intensa e mirata all’immediato rendimento ma lo è altrettanto che un avvio del genere nessuno lo poteva preventivare. Sottoscritto e (forse) Sally stesso compresi..!
Anche Jesi si è dovuta inchinare alla Biancoblù, capace di sopperire ancora alle assenze di Drenovac e Gasparin, centrando il terzo sigillo consecutivo.
I marchigiani, privi di Sanders, non erano indubbiamente gli stessi ma il piano gara del coach castellano è stato perfetto. Accettare i ritmi alti (lasciando sfogare il mostruoso Maggioli ma contenendo gli altri) e giocare a chi ne fa uno di più, a differenza di quanto accaduto a Casale Monferrato, è stata dimostrazione di un gruppo autorevole e capace di impostare i ritmi partita in funzione delle proprie caratteristiche e non solo di quelle imposte dagli avversari.
Certo, ci vuole anche fortuna e il buon Harris, quella tripla sulla sirena, chissà quante altre volte riuscirebbe a rimetterla. Ma se è vero che la buona sorte corre in soccorso di chi se la merita, ad oggi non ci potrebbe esser squadra più indicata di quella bolognese, che domenica giocherà per il primato solitario al Paladozza contro l’altra capolista imbattuta (Pistoia). Sfida dal sapore antico, che l’attuale bailamme societario inevitabilmente rende un filino più sbiadita ma non per questo meno prestigiosa. Bravi tutti, davvero!
Applausi convinti anhe agli Eagles che, in quel di Budrio, trovano ancora una volta la doppia risposta più attesa. Quella del parquet, grazie ad un gruppo che regola alla distanza la favorita Omegna (super Circosta) e quella di una Fossa dei Leoni alla prima sugli spalti per sostenere l’entità che a breve diverrà a tutti gli effetti di proprietà Fortitudo 2011.

Valerio Circosta

Soliti cori, incitamenti, vero sesto uomo a sostegno del team di Padovano e un solo striscione di richiamo deciso in merito alle intenzioni di un Giulio Romagnoli silente ma particolarmente attivo su più fronti negli ultimi giorni. La Fossa pretende chiarimenti immediati, qualcosa nei prossimi giorni succederà. Se e cosa è, forse, ancora troppo presto per stabilirlo..

Ultima, ma non affatto meno meritevole, la Virtus di un Finelli particolarmente rammaricato nel post partita contro Varese. Avrebbe potuto essere una domenica trionfale per il nostro basket ma Varese, oggi e sottolineo oggi, ha dimostrato di avere qualcosina in più di una Saie 3 che senza Smith e con un Poeta in palese ritardo di condizione, ha sfiorato il miracolo senza però riuscire a portare a compimento un rimontone che, da un 39-58 che avrebbe steso chiunque, l’aveva riportata lì, a tre sole lunghezze di distanza prima della raffica decisiva di Sakota.
Una Virtus, pertanto, piena di attenuanti quella che ha incamerato il primo stop stagionale lasciando la vetta ai lombardi e alla cinica Sassari (che di finali al fotofinish non potrà mai perderne uno finchè ci sarà Diener a referto). Tornando ai bianconeri, cornice di pubblico extralusso, gara fatta di parziali e controbreak per un basket, quello visto domenica all’Unipol Arena, al quale non siamo più abituati. Ritmi alti, tatticismi non esasperati ed inevitabilmente qualche erroraccio alternato, però, ad alcune gemme.
Come quelle di un Moraschini che stava per vincerla da solo e autore di un cesto che (se ci fosse ancora la famosa Top 10 stagionale) penso nessuno scalzerebbe dal podio.

Riccardo Moraschini

Ecco perchè, in conclusione, se le Bologna cestistiche biancoblù oggi possono solo godere ed esultare, quella bianconera, nonostante il ko, ha altrettanti motivi per continuare a pensare in grande.

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