Andrea Tedeschi
Solita Virtus da trasferta, Biancoblù no limits!

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I rischi c’erano, tanto per la Virtus reduce da un doppio successo casalingo e chiamata all’esame trasferta di Mestre, quanto per una Biancoblù che, provenendo dal primo stop casalingo di stagione, rendeva visita a chi (Veroli) di batoste interne ne aveva già collezionate cinque in altrettante occasioni.
Stavolta, invertendo gli esiti delle gare che le bolognesi avevano disputato la scorsa settimana, è tornata a sorridere la Biancoblù che, oltre a fornire una prova tutto cuore e lucidità, ha nuovamente impreziosito la sua classifica, mantenendo il passo delle primissime.
Stoico capitan Pecile (40 minuti filati), glaciale Verri nel finale, concreti gli ormai soliti noti (Cutolo, Harris, Pini, Cournooh) e prima doppia doppia stagionale per un Mosley ‘signore delle aree’ (cit. Salieri).

Andrea Pecile

Drenovac ancora non pervenuto ma, fortunatamente, i risultati della squadra consentono di sottacere quello che resta un problema la cui entità, forse, non era così quantificabile neanche dai vertici di Fortitudo 2011, ma tant’è. Ad ogni modo, la capacità con cui il gruppo è riuscito a scombinare il piano partita predisposto da Marcelletti ha messo in risalto ,ancora una volta, la concentrazione di questi ragazzi, capaci di sopperire all’innegabile mancanza di esperienza complessiva con una lucidità mentale capace di tradursi, sul parquet, nella maniera più fruttuosa possibile.

Tutt’altra musica, invece, in casa bianconera. La Virtus torna al buio e crolla in Laguna non tanto per il comunque pesante -14 finale accumulato contro la Reyer, quanto per il senso di impotenza mostrato al Taliercio a dispetto di una squadra (quella di Mazzon) che poco ha fatto per meritarsi il successo. Partita di rara bruttezza, certificata da ‘prestazioni’ balistiche che avrebbero fatto rabbrividire qualasiasi allenatore di un gruppo Under 17. Il problema, poi, rimane quello più volte citato su queste stesse pagine nei mesi scorsi. Certo, viva i nostri Imbrò, Moraschini, Poeta, Gigli e Rocca ma..se toppano i tre mori questa squadra non può far strada. E ciò non costituisce affatto una colpa, ben inteso, ma la logica conseguenza del come è stato impostato il roster.
Va da sè, poi, che le prestazioni di Minard, Smith e Hasbrouck (ieri virgola i primi due, fasulla doppia cifra l’ex Oldenburg) autorizzino a porsi diversi interrogativi anche perchè i precedenti di Avellino, Caserta e (in parte) Reggio Emilia alimentano inquietudine. Claudio Sabatini dice di pensare a Siena e (prassi ormai consolidata) risparmia nelle dichiarazioni post (orrenda) partita quei rimproveri che (prima della nascita della Fondazione) avrebbe certamente riversato sul suo gruppo.
La Virtus ha bisogno di ritrovare i suoi extracomunitari e forse non solo loro. Lo stesso ardore agonistico di Gigli e Poeta, nell’ultimo decisivo quarto contro la Reyer, pareva non essere quello delle serate migliori. La sosta, ora, cade a pennello. Ci sono due settimane di tempo per provare a voltar pagina e preparare la sfida alla Montepaschi, gara decisiva in chiave Final Eight di Coppa Italia. Per arrivarci al meglio, però, la Virtus dovrà ritrovare concentrazione, motivazioni e serenità che, al momento, si palesano a fasi troppo alterne..
Andrea Tedeschi

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