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La Bologna cestistica si interroga, come ogni lunedì mattina che si rispetti, al termine di un weekend ancora una volta contraddittorio. Le note liete portano a soffermarsi sul quinto sigillo consecutivo della Biancoblù di Salieri, cui fa compagnia Pistoia al vertice della classifica solo perchè i bolognesi hanno già riposato. I biancoblù sono trascinati dall’entusiasmo tipico di chi, avendo poco da perdere per via di un roster giovane e spensierato, getta il cuore oltre l’ostacolo senza timori e paure di alcun genere. Ne è riprova il fatto che questo gruppo l’abbia nuovamente spuntata, ieri sulle tavole del Paladozza, al termine di un altro match al fotofinish.
Stona parecchio, invece, la sinfonia suonata dalla Virtus di Finelli in quel di Caserta, rovescio inatteso e, per certi versi, inaccettabile giunto al termine di una gara comandata da una generosa Caserta che definire rimaneggiata è riduttivo. Senza americani, con la possibilità di ruotare non più di sei uomini, Sacaripanti l’ha spuntata con merito, approfittando anche di una Saie 3 tradita dalle prestazioni e dagli sguardi (assenti) dei suoi extracomunitari. Squadra che necessita di un rinforzo, un fromboliere dall’arco (Aubrey Coleman sarebbe stato perfetto) poichè Hasbrouck e Minard sono troppo alterni per poter essere consedirati affidabili. La furia, a fine match, di Claudio Sabatini potrebbe preludere, chissà, ad un’altra settimana di novità, di eventuali conferenze stampa a sorpresa, perchè partite come quella di ieri rischiano di lasciare il segno. Vero è anche, allo stesso tempo, che se tutto (o quasi) luccicava fino alla trasferta di Avellino, non può improvvisamente esser diventato tutto (o quasi) da cestinare venti giorni più tardi.
Chiudiamo con Eagles. La squadra di Padovano perde l’imbattibilità casalinga facendosi superare da Latina ma questo è l’ultimo aspetto di rilievo del pomeriggio del PalaSavena. E’ fatto arcinoto che questi potrebbero essere gli ultimi giorni di sopravvivenza del sodalizio. Gli incontri avuti da Fortitudo 2011 coi tifosi ed, in seguito, con la rappresentanza di staff e giocatori della prima squadra non avrebbero fornito al sodalizio che, quasi un mese fa, uscì dal tribunale di Bologna con la titolarità del 100% delle quote di Eagles stessa le risposte attese. In tutta franchezza, era difficile aspettarsi qualcosa di differente e non si riesce, francamente, a capire per quali motivi Fortitudo 2011 abbia deciso di partecipare all’asta una volta certificato (i conti erano noti a tutti ben prima del 16 ottobre) che sarebbe stato difficile rispettare l’impegno preso.
Il rischio maggiore e più concreto, a corollario di questa situazione, sarebbe quello di perdere la Fossa dei Leoni, nucleo storico della tifoseria biancoblù e patrimonio del nostro basket, che starebbe viaggiando verso uno scioglimento che lascerebbe un vuoto incolmabile in qualunque entità presente o futura che venisse generata. Ci pensino bene questi ragazzi prima di compiere questo passo, ci pensi altrettanto bene chi ritiene che di questi ragazzi, in curva, si possa fare serenamente a meno..

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