Andrea Tedeschi 18 anni, 17 minuti, vittoria di 11, V nere ok

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Vincere, consapevoli che fisicamente si potrà solo crescere e che gli equilibri del gruppo sono ancora in piena fase di rodaggio. Debutto migliore, sotto diversi punti di vista, non poteva esserci per la Saie 3, uscita dal debutto di Cremona (74-63 il finale) coi due punti in classifica e la consapevolezza di poter recitare il ruolo di ‘scomoda’ protagonista di un campionato che (risultati alla mano) si annuncia da subito aperto a vari possibili scenari.
Finelli gongola, poggiando le sue prime certezze stagionali sull’asse Poeta-Gigli (concreti pur con pochi allenamenti alle spalle), sulla regolarità di Minard e l’atletismo di Smith oltrechè sull’enigmatico ma (a suo voler..) inarrestabile Hasbrouck. La guardia ex Oldenburg risponde ad un primo tempo da censura con una ripresa capolavoro, mettendone 18 in un amen e consentendo ai bianconeri di chiudere in 10 minuti (quelli del terzo quarto) una pratica che, altrimenti, avrebbe rischiato di complicarsi non poco, per via delle alchimie tattiche di un Caja al quale il timoniere virtussino ha sapientemente risposto, fin dall’utilizzo della zona ‘limita-danni’ nel secondo quarto.

Matteo Imbrò, protagonista a Cremona

Il sorpasso decisivo (53-54) lo sigla Matteo Imbrò con una tripla dall’angolo. Bravo lui a farsi trovare pronto, bravi i compagni a metterlo in ritmo nel modo migliore.
Sì, perchè non è da tutti schierare per 17 minuti, alla prima di campionato in massima serie, un diciottenne reduce da un triplice salto di categoria. Finelli lo ha fatto ed è stato premiato. Non è da tutti dimostrare da subito incondizionata fiducia nei confronti di un debuttante. La squadra l’ha avuta e i risultati i sono visti.
Affinchè ciò accadesse, però, serviva il timbro di un ragazzo al quale (sensazione personale) le ingombranti etichette che da tempo già gli vengono affiancate (Brunamonti, Rigaudeau..) e che sarebbero capaci di travolgere qualsiasi altro ragazzo della sua età, costituiscono invece lo stimolo più grande per sprigionare tanta lucida sfrontatezza.
E ora, sotto con Milano. Il roster dei meneghini fa paura e, fin dal debutto, Langford e soci hanno confermato il ruolo di favorita del lotto schiantando la flebile resistenza di Caserta. Scariolo è pronto ad indossare l’abito da sera (i Celtics sono in arrivo al Forum) ma, per farlo, dovrà superare una squadra equilibrata ed imprevedibile, desiderosa anche di vendicare l’unico rovescio casalingo della scorsa stagione. Notte magica, mercoledì 3 ottobre, all’Unipol Arena. E se l’Emporio Armani resta una corazzata, mai come oggi questa Virtus pare attrezzata per credere nel colpaccio.

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