Alberto Bortolotti
Tante contestazioni a Bologna
ma le ultime sono incomprensibili

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17 ottobre 2012
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Alberto Bortolotti
Forse ritornano…
17 ottobre 2012
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Intendiamoci: la ” democraticità ” dello sport prevede qualcosa che nella vita politica e sociale é stata assente per due decenni buoni, ovvero la contestazione, riapparsa – per tematiche di sicuro più importanti – solo negli ultimissimi tempi. Chi é over 45 ricorda bene ” gli anni di piombo ” e quel clima, appunto, plumbeo. Ma quando rotola un pallone é tutto amplificato. Così si può fare irruzione al Diana quando pranzano le ” volpi argentate ” al vertice del club rossoblù e centrare Gianni Martini, fido scudiero di Giuseppe Gazzoni, con un baffo di gelato alla crema – quello che distribuisce Eros é molto buono – sulla giacca ” blue china ” dell’ex presidente del CT Bologna.

L’esterno del Diana

Oppure attendere la stessa Gazza nel parcheggio di E’ Tv e rifilargli dei calcioni sulla carrozzeria dell’auto pregiata. A Gnudi andò peggio, il socio Gruppioni era implicato nell’originale costruzione di un manichino che qualche macabro tifoso calò dall’alto della tribuna per invitare il ” presidente col toupet ” a farsi da parte. A Corioni si cantò di vendere la moglie, contro Benedetti – un giornalista – si scimmiottò in uno striscione la pubblicità di ” dieci piani di morbidezza “, il Civ fu invitato ad andare al Bari ( non essendo un appassionato di cozze pelose, a differenza del Sindaco Emiliano, avrebbe apprezzato poco ), e il sottoscritto subì, nel parcheggio dell’Antistadio, molti contro uno, il sequestro di una cassetta contenente un gol di Pato Aguilera, bomber genoano, per aver criticato quei tifosi che, oggi come allora, ambivano a comandare.

Pato Aguilera

Ecco, il punto é proprio questo, ed é quello che, a mio modesto parere, non funziona. Ciò che accomuna la grottesca contestazione a Massimo Zanetti il giorno stesso del salvataggio del Bologna, 23 dicembre 2010 ( la colpa era l’assunzione dell’ ” odiato ” Baraldi ), che gli fece passare subito la voglia – meglio: lo maldispose fin dal fischio d’inizio – a quella avvenuta il 16 ottobre 2012 agli acquirenti del Gira- Eagles- quasi Fortitudo ( perché neanche quella lì é la Fortitudo, che peraltro non c’é più dal ’64, quando comprò i diritti dal Sant’Agostino per salire in Serie A, non sul campo ) é la protervia di un pezzo della tifoseria. Troppo pesante? No, no, affatto.

Cominciò così…

Lo scontro dei gruppi della Curva con Baraldi dopo un imbarazzante Bologna-Lazio ( di cui adesso si é persa la memoria, ma che sarebbe il caso di rivisitare, troppo comodo non farlo ) e lo stato di confusione in cui l’allora digì precipitò non giustificavano per nulla il muro contro muro verso Zanetti, che si nutriva, certo, di spifferi interessati all’interno del Bologna e tra i soci: quegli spifferi alimentavano tribune tutt’altro che spontanee. Si buttò via il bimbo con l’acqua sporca, i ” nanetti ” al potere e poi via, fino al Centro Tecnico, ai prestiti a gogò e alla vendita dei gioielli della squadra. Oggi a Romagnoli – che in mezzo a un cammino accidentato anche per sue inesperienze e responsabilità, mette una robusta mano al portafoglio per uno sport, il basket, agonizzante -, si regalano ostilità, insulti, spintoni. Bologna é questa, ahimé. Incapace di comprendere che non vi sono sceicchi e nemmeno tycoon locali, se 300 persone si autoproclamano interpreti autentiche del pensiero ” giusto “. Che si rinsavisca dubito fortemente. E al prossimo giro, basket o calcio che sia, aceto. Non balsamico, chiaro.

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