Alberto Bortolotti
Sconfitte frequenti e di misura, vittorie poche e larghe.
Tra club, squadra, tecnico, ai rossoblù non funziona quasi nulla

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26 novembre 2012

Vuoi vedere che aveva ragione Massimo Zanetti? Che così si va in B dolcemente, senza combattere, sempre pronti a trovare un’attenuante, che si tratti di sfiga, arbitro, assenze, meteo o Maya. Intendiamoci: Pioli a Genova ha fatto quel che ha potuto, presentando una squadra anche volitiva, coriacea, reattiva ( in cui non ha sfigurato Pasquato, un altro per vedere il quale gliene debbono ” morire ” sportivamente davanti una decina, percorso simile a Sorensen, oggi inamovibile. Magari é presentabile anche Riverola, ma credo che l’occasione si presenterà quando sarà già a sorseggiare una cava sulle Ramblas. O Radakovic, su cui pesa il peccato originale di Bagni, peraltro… ). Ma la tendenza é quella, vincere poco e roboantemente, perdere tanto, spesso e di misura. All’interno di un ciclo tecnico fatto di scontri diretti ( un disastro, finora ), fisico di infortuni continui ( un semi-disastro ), psicologico di assuefazione alla sconfitta ( brutto ), economico di indigenza quasi assoluta, ecco che il cambio del tecnico semplicemente non si può fare: e tanti meditano sull’ampiezza del contratto, lungo e costoso. Non si cambia non perché non ne ricorrano le condizioni aritmetiche, semplicemente in dipendenza del fatto che il club non ha i soldi e non saprebbe a quale santo votarsi. E’ poco gratificante essere confermati forzatamente, in questa chiave. Ed è comprensibile ma non produttivo l’insistere della curva sull’appoggio al coach parmigiano, tanto evidente è che lo si fa non solo, ma soprattutto per dare addosso  a Guaraldi e Zanzi. I destini andrebbero scissi ma le radicalità, da parte di club e tifoseria, oramai hanno potuto solo scavare un fossato profondo. Ci sono tutte le condizioni per avere un sacco di problemi. Sì, in queste condizioni salvarsi sarà un miracolo a tre quarti.

 

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