Alberto Bortolotti Più importante domenica che martedì per gli equilibri interni del Bologna: resisterà il fortino di Guaraldi?

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E’ divertente vedere le schermaglie tra Zanetti e gli altri soci del Bologna, anche se appare chiaro che a maggio 2011, dopo la “ madre di tutte le interviste “ ( non a caso resa al sottoscritto…scherzo, un po’ ), rispose ai microfoni di Sabrina Orlandi, con grande prontezza mista ad autentica ira, Giovanni Consorte, ieri replica con un comunicato Albano Guaraldi ( visto stamattina all’inaugurazione del reparto del Gozzadini parlare fitto fitto con il deputato FLI Enzo Raisi, e scansare infastidito la stampa ” nemica ” ), come dire, da De Gasperi siamo passati a Berlusconi, da Berlinguer a Bertinotti. E io credo che chi sta attorno a Guaraldi e lo consiglia sulla comunicazione non gli voglia tanto bene, scrivere nel comunicato “ lui delegava Baraldi, io sono tutto il giorno a Casteldebole “ rischia di essere un autogol colossale, il monumentale lavoro del presidente rossoblù produce ben poca qualità se siamo ultimi in classifica, con la curva in rivolta e le istituzioni, provincia e comune di Granarolo a parte ( quelli limitrofi scalpitano, occhio, può essere in arrivo qualche sorpresa…), fredde e dubbiose sul futuro. Io quel passaggio l’avrei evitato. A proposito di Baraldi, avrete notato che era  a fianco di Zanetti in tribuna a Parma durante l’intervista. Beh, io lo scrivo: chi sogna che arrivi il trevigiano senza di lui sbaglia di grosso, si metta il cuore in pace. In qualche veste, c’è e ci sarà sempre. Quanto alla presa di posizione “ contro “ l’allenatore, Zanetti fa un’osservazione lapalissiana, e cioè che il bene del Bologna è al di sopra di qualunque suo protagonista. La difesa del tecnico con la quale Albano sperava di riconquistare la tifoseria è stata valutata per quello che è, ovvero un fatto soprattutto strumentale ( in primo luogo: in secondo, un segno di pluma e/o idee poco chiare ), un’arrampicata sulla scala a Pioli. A parte il fatto che difendendo uno che sta svalorizzando il suo già modesto capitale giocatori, affossa ulteriormente sé stesso: contento lui…In ogni modo il signor Segafredo, al di là dei distinguo su di lui che già piovono da chi gli fece la guerra subito, dice alcune cose importanti, segnatamente una, che ripete pari pari da due anni: occorre un robusto aumento di capitale da mettere nel Bologna, piuttosto che qualche garage o terrazza mansardata nel patrimonio dei soci. Questa è la strada maestra, evidentemente. Al rest l’è sbagiòzza. Su questo il tifoso è convinto in premessa. Se si batterà il Palermo, vi sarà una tregua di una settimana. Se le cose non andassero bene, occorrerà un elicottero al centro del campo per il trasbordo dei responsabili e una strategia comunicazionale un filo più attendibile. A quel punto anche il cda di martedì, di solito ” bulgaro “, rischia di diventare una corsa a ostacoli.

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