Alberto Bortolotti Parla un guaraldiano: ” Pioli non si cambia ” ” Costa troppo ed é lui che deve tirarci fuori “

ciclismo
La Ciclistica Bitone Campione provinciale 2012
4 novembre 2012
tifosi
Ugo Mencherini
24.000 spettatori al Dall’Ara
e una curva contro la società
4 novembre 2012
Casteldebole

” Noi Pioli non lo cambiamo, a meno che non impazzisca. E’ bravo, guadagna un sacco di soldi, sta facendo peggio di quel che tutti pensavamo, soprattutto lui che ha giustamente  un’ottima considerazione di sé stesso e responsabilità tecniche superiori a quelle del presidente che si é limitato a tirar fuori, pochi o molti che siano, i soldi. ” Alle ocho de la tarde é un insider di Casteldebole a dettare la linea. ” E poi le aggiungo una cosa. ” Prego. ” Lui ha un ottimo rapporto con la tifoseria, ma qui le responsabilità sono anche sue e della squadra. Soprattutto, direi. Il presidente ha fatto una cosa. Si é fatto sentire, duramente, con i giocatori “. Tutti? ” Non ha importanza, ha alzato la voce. Perché non abbiano alibi, né loro, né il tecnico e il suo staff ( riferimento ai tanti infortuni muscolari? ). Ce la faremo, con Pioli “. Se voleva essere una difesa del coach parmigiano, beh, gli hanno messo delle belle puntine da disegno sulla strada. Ma la vera notizia sarebbe, se confermato, l’intervento ” corioniano ” di Guaraldi in spogliatoio, con tanto di pugno sbattuto sul tavolo. Nessuno di noi lo riteneva in grado di essere così duro in un ambiente apparentemente a lui così estraneo come è il calcio. Se lo ha fatto, intendiamoci, ha il mio plauso. Unito al disappunto per cessioni gravi e andazzo recente ( dalla marcia compatta verso il Centro Tecnico, anche se da gennaio cambierà mestiere il suo ” tutor ” in Provincia . Venturi e Guaraldi perde una sponda importante, alla faccenda dello stipendio ). Comunque, con l’Udinese sono emersi tragicamente i limiti di una squadra costruita abbastanza con i piedi in estate e priva di personalità, ancorché non certo meritevole dell’ultimo posto: e il differenziale negativo, cara tifoseria, é tutto del tecnico. In questi casi la torcida – per come la vedo io – si lascia trasportare dalla riconoscenza. Capitò uguale con Porcedda ( piccola differenza: quello era un puffarolo, questo é un galantuomo ). Ti innamori di quello che é stato, individui il nemico ( allora i giornalisti invidiosi, brutti e cattivi, ai giorni nostri Guaraldi e Zanzi ) e giri voltato indietro.  Il tifoso é la più bella razza di conservatore che esista, e oggi, incoraggiato dalle poco esaltanti performance della società, si aggrappa a Pioli convinto che non sia cambiato nulla. Purtroppo il mondo va avanti,  la nostra bella città va indietro ( quindi é anche giustificato sperare che quel che ha funzionato regga ancora ), e le cose cambiano. Ricordarsene, ogni tanto, non sarebbe male.

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