Alberto Bortolotti Niente più soldi pubblici allo sport: sarà vero?

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Alberto Bortolotti
Niente più soldi pubblici
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Qualcuno penserà che vado fuori tema. Non preoccupatevi, questo é un sito di sport ( e tempo libero ) e tale resterà. Ascoltavo la radio, oggi, in auto, e sono sobbalzato  sul sedile quando ho sentito il Premier Monti dire ” alle Regioni sono vietate le sponsorizzazioni “.  Giuro, ha detto proprio così, senza che uno potesse capir male. Mi interesso del tema, che da sempre esibisce una forte e – per me – intollerabile sperequazione tra regioni – e province – a statuto speciale e le altre ( le prime fanno quel cappero che gli pare, le altre fanno quel che vuole Roma, per sintetizzare: ecco perché io le Regioni le abolirei, subito, salvando le province, molto più sul territorio ) da quando, a una conferenza stampa convocata presso il Pala Azzarita ( ancora non Pala Dozza ), l’allora assessore allo sport provinciale, Macciantelli, popolare – partito scomparso, eh – e l’allora presidente della Zinella, Penazzi ( é ancora lui! ) commentavano tristi la migrazione del volley di A1 da Bologna a Ferrara ( poi é scomparso pure lì ) senza poterci far nulla. Contemporaneamente Trento e Palermo stavano dove sono, cioé in A1, grazie ai contributi pubblici. Ho più volte interpellato politici di ogni colore ( certamente il ” sinistro ” Vitali e il ” destro ” Berselli  ) per smuoverli, ma ho capito che l’argomento era ed é tabù. I privilegi assurdi dati a zone d’Italia che si temeva, dopo la guerra, optassero per la secessione sono ancora lì, un manifesto di diseguaglianza tra italiano e italiano che non ha più alcuna ragione d’essere ( ecco perché io sono seriamente ostile alla devolution, ma qui vado veramente fuori tema e fuori dal seminato. Comunque, sappiatelo ). Oggi Monti le abolisce, quelle differenze, intervenendo su sport e cultura, in sostanza. Questo, quindi, significa che il Catania non può più scrivere sulla maglia ” arancia rossa di Sicilia ” e il Cagliari, più sinteticamente, ” Sardegna “. Sarebbe perfetto, ma non ci credo. Troveranno la maniera per derogare, integrare, eludere. Se fossero rigidi avrebbero il mio plauso per l’eternità, ma dubito fortemente. Ah, una piccola chiosa. Assessorati che elargiscono, ok. Ma c’é anche un contributo politico ” indiretto “. Che mi dite delle sponsorizzazioni Monte Paschi a Siena ed Enel a Brindisi, A1 basket? Roba naturale, di mercato? Uhmm…I vertici bancari sono stipati di politici riciclati, a Siena ” rossi “, altrove bianchi o azzurri o neri, e quegli istituti la longa manus dei partiti. Di mercato c’é proprio pochino, nonostante qualcuno ne straparli vicino alle elezioni. L’Enel a Brindisi, una utility nazionale in un territorio bellissimo, di tradizione cestistica ma economicamente marginale fa sorridere. Quindi, per chiudere, i poveri Guaraldi, Sabatini e Romagnoli, tra i tanti competitor, hanno avuto anche il sistema politico-amministrativo. E’ proprio un paese complicatissimo.

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