Alberto Bortolotti
La domenica dei motori:
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Per solo mezzo punto Max Biaggi, 41 anni compiuti, é campione del mondo di Superbike. Nel rocambolesco week-end di Magny Cours deve ringraziare, oltre a sé stesso e al suo team, anche Guintoli che, in gara 1 – lui out per caduta su pista sdrucciolevole – tiene al secondo e terzo posto i rivali Sykes e Melandri. In gara 2, poi, il ravennate cade, Sykes vince, Max commette errori, scivola indietro ma passa Checa e si issa al quinto posto giusto in linea per agguantare il secondo alloro ( e titolo costruttori per Aprilia ). Sentiamolo : ”

Dopo la caduta sono rimasto con un palmo di naso. Forse sono passato sopra qualcosa. Il lavoro più difficile è stato quello di dare una spiegazione a quello che era accaduto. Parlare sembra che dia sollievo ma non sempre aiuta a capire. Ho pensato che se le cose devono accadere, accadono. Me lo dice da anni una persona che mi è molto vicina ed a questo punto devo credergli. E’ difficile per uno testardo, deciso e meticoloso come me dover credere in qualcosa che non puoi studiare ma è così”. ” In gara 2 non sono partito male, ma vedevo loro lontani. Quando ero settimo sapevo che dovevo diventare quinto, mi sono detto andiamo ma Checa non mi voleva lasciar passare. Ci siamo scambiati più volte la posizione poi alla fine l’ho passato ma non riuscivo a staccarlo: il distacco era sempre di tre decimi, poi è salito a 0.5-0.8 e sono stato più tranquillo”. ” Ho vinto quattro titoli su sei all’ultima gara. Ma mai per mezzo punto. Preferisco vincere in anticipo per dedicarmi ai tifosi, alla squadra. Per scaramanzia non avevo preparato niente”. ” Dieci anni fa pensavo che la gente della Superbike era pazza. Carena contro carena, gomito a gomito. E nel paddock si diceva che Biaggi non fosse adatto a questo campionato con la sua guida pulita. Appena ho corso per la prima volta in Qatar mi sono detto: questo è un lavoro per me! Mi sono adattato subito”. ” Futuro? Nulla è certo. Vorrei continuare con Aprilia, vedremo presto”.

Pagelle? Max 9, cinque vittorie e tanta costanza. 9- a Sykes, la vera rivelazione della stagione. 7 a Melandri, un pò di sfortuna ma qualcosa é mancato. Le delusioni sono state Laverty, Haslam e Camier. Sprazzi interessanti da Giugliano, Baz, Guintoli, Davies.

Passando alla F1, in Giappone Felipe Massa torna sul podio dopo due anni, si riguadagna – probabilmente – il sedile in Ferrari in via definitiva e tiene lontano da Alonso, malinconicamente out alla prima curva, qualunque avversario che non sia Vettel.

Alonso a Suzuka finisce subito fuori

Purtroppo il tedeschino della Red Bull, bi-campione del mondo, vince dominando come faceva nelle sue stagioni magiche e questo per la Rossa é un pessimo campanello d’allarme. Dai due podi faticati di Monza e Singapore l’asturiano passa allo zero di Suzuka e, come dice lui, ” adesso ci sono cinque gare rimaste, é come se si trattasse di un nuovo campionato tra me e Sebastian, vince chi fa un punto in più “.  E nelle ultime quattro corse Vettel ha fatto due primi e un secondo posto, issandosi a solo quattro punti dal ferrarista ( 190 contro 194 ) per cui, insomma, le premesse non sono rosee. Ci si può consolare con il conteggio che ha fatto in diretta RAI lo storico inviato della Gazzetta, Pino Allievi, il quale ha fatto rilevare come abitualmente Alonso preceda Massa di 4 decimi al giro. Avendo il brasiliano preso 20 secondi da Vettel, si potrebbe supporre che Fernando sarebbe potuto stargli vicino…Poco più che un esercizio teorico, conveniamo. Anche perché non é affatto certo che Seb abbia spinto come se avesse qualcuno alle calcagna.

Il vincitore Sebastian Vettel

Qualche voto: 10 a Vettel, 9 a Massa e Kobayashi, ottimo terzo, 7 a un ottimo Nico Hulkenberg, gara in rimonta ( e, forse, qualche prospettiva Ferrari in futuro ) e anche a Jenson Button, quarto posto inutile ma di soddisfazione. Il solito Grosjean, avanti in griglia ma casinista in gara, si becca un 5, stesso voto ad Hamilton che é parso un pò un taxista ( ricordava molto, oggi, un motociclista delle nostre parti…), e dire che Alonso lo considerava, fino a due gare fa, il rivale più pericoloso. Un buon sorpasso di Perez, che poi finisce nella ghiaia, e anche il vecchio Schumi fa vedere che qualcosa é ancora capace di fare. Appuntamento in Corea domenica prossima.

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