Alberto Bortolotti La domenica dei motori Ancora Pedrosa davanti a Lorenzo ancora Vettel davanti ad Alonso

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La levataccia della domenica mattina conferma antiche certezze: in Giappone é sempre Honda su Yamaha, in Corea Red Bull davanti a Ferrari. Dani Pedrosa a Motegi vince la quarta gara sulle ultime cinque ma questa striscia entusiasmante potrebbe non bastare – mancano tre week-end alla fine – a vincere il mondiale, Lorenzo arriva sempre secondo ( 8 volte contro 4, é qui la differenza fondamentale, più che nei primi posti, 6 contro 5 per Jorge ).

Dani e Jorge nel finale a Motegi

Bravissimo Bautista, portacolori del Team Gresini, sul podio, così così Dovizioso, che approfitta nel finale della rottura del compagno di squadra Crutchlow, male le Ducati, più di un secondo al giro dai primi lo becca Rossi, addirittura otto secondi dietro di lui c’é Hayden. Un disastro, per esser chiari. In Moto 2 é sempre il tempo di Marquez, per la Moto 3 Cortese é a un passo dalla matematica ma oggi (  bellissimo terzo posto di Tonucci del Team Italia ), con lui sesto dopo una caduta, é stato il turno di Kent, che aveva anche centrato la pole.

Gli sviluppi del rapporto tra Motogp e SBK sono stati tracciati con chiarezza da Guido Meda, competente cronista ( l’anno prossimo, immaginiamo, di entrambe le categorie ) e, per l’occasione, portavoce di Ecclestone. Nel pre-gara su Italia 1 ci ha spiegato che Ezpeleta intende portare le case in Motogp ( ora ce ne sono 3, non precisamente un numero perfetto ), lasciando i team privati in Superbike. Contenti loro…, a me pare che facciano troppi conti senza molti osti.

Quanto alla Formula 1, si é solo sperato che il consumo degli pneumatici anteriori delle Red Bull consentisse alla Rossa di riagguantare almeno Webber, costante secondo. In realtà il più veloce era Massa, frenato dal team per evidenti ragioni di scuderia dopo due bei sorpassi a Raikkonen ed Hamilton ( Mc Laren, dove sei? ), ma raggiante nel dopocorsa ” ero ai livelli dei giorni migliori, macchina bene dall’inizio alla fine “.

Le due Red Bull comandano a Yeongam

Vettel, quarto successo quest’anno, ringrazia la squadra e omaggia qualifica e bella partenza, giusto, mentre Webber si rammarica di uno start imperfetto. Alonso e Domenicali, all’unisono, sono contenti, non si sbilanciano su sviluppi della macchina che potrebbero essere in arrivo, ” abbiamo solo bisogno di un piccolo passo per equivalerli “, dice Fernando, e pare sincero: i sei punti di distacco dal campione del mondo e il ” trend ” a lui favorevole non paiono insormontabili, a quattro eventi dalla fine, con 100 punti – quindi – a disposizione. Il Mondiale non é ancora deciso. Dietro la vera notizia é che Grosjean, settimo dietro a Kimi e Hulkenberg, non combina casini e fanno bene le due Toro Rosso, ottava e nona.

 

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