Alberto Bortolotti Colomba graffiante, l’impatto di Gila e la carriera di Pioli

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ALBERTO

Pre-Pallone Gonfiato, in attesa dell’arrivo di Colomba e Marchesini. Mentre Vittorio, come Ugo, giunge mangiato e non partecipa alla mini-bandiga  generosamente offerta dal Campione ( ‘sti ragazzi sono troppo osservanti ), chiacchiero con Paolo Magnani e l’Ale. Paolo mi racconta di un abbozzo di trattativa sfumata con la Carrarese e, soprattutto, del fatto che la scelta di Curci su Agliardi, domenica, é stata certamente fatta dal preparatore dei portieri, Vinti, e Pioli ha semplicemente preso atto. Poi, trasmissione. Alla mattina avevo ricevuto un’accalorata chiamata di Enrico Cavalieri, già portiere rossoblù in epoca maifrediana, che difendeva Agliardi dalle critiche, a suo dire, eccessive di stampa e tifosi. Gli avevo risposto che le critiche non fanno così male se uno ” distrutto ” entra e para così bene. E poi, visto il parere opposto di Malesani sulla città ( a proposito della vicenda Gilardino ), avevo deciso di farne ragione del primo punto dell’opinione, dirottando poi l’attenzione  sugli scontri diretti nella bassa classifica ( é partita male l’Atalanta ) e sull’ulteriore calo di audience fisica negli stadi. Poi, studio. Colomba elegante e ficcante, più un cursore che un fine dicitore come era in campo, parla con grande chiarezza senza nascondersi dietro le normali cortine fumogene di un tecnico attivo. Quando gli chiedo se pensa di andare a Cagliari, la risposta, con un sorriso, é ” ci siamo già reciprocamente provati, con Cellino. Io non vado bene a lui e lui non va bene a me, quindi siamo a posto così “. Sul Bologna tratteggia con efficacia caratteristiche, pregi e difetti, soprattutto – in ragione dello scontro di domenica con i viola – la differenza tra una squadra ” barcelonista “, come la Fiorentina, e il Bologna che gioca – come dice Magnani – a ” specchio ” sugli avversari, contando soprattutto su estri e concretezza della coppia GilAlino. Trova migliorati Garics e Morleo, che lui ebbe per poco tempo e acciaccati. A proposito di Magnani, evidenzia nel suo punto tattico la bravura di Guarente sul gol, attesa del ” rimbalzo ” e coordinazione perfetta. Vittorio alla postazione web si sbraccia nel dirmi che c’é il record di post su Facebook e incalza mister Colomba sulle analogie, tipo Osvaldo-Gilardino. A proposito di Osvaldo, rammenta che – all’epoca – era difficile scalzare dalle gerarchie Di Vaio, Adailton e Zalayeta ( vagli a dar torto…). E, su Gilardino e la Nazionale, ammette che una coppia tra lui e Giovinco gli parrebbe bene assortita. Le cifre di Marchesini amplificano lo strabordante impatto di Gila sulla squadra, impronosticabile e incomparabilmente superiore a quello di chiunque altro, compreso Baggio ( in queste prime giornate ). Molto interessante il dato sulla carriera di Pioli, che dal debutto in Serie A alla centesima gara ( a Firenze domenica ) ha cambiato il suo approccio, irrobustendo moltissimo la difesa, tra Verona e Bologna. Alessandra dispensa messaggi con garbo e discrezione, le immagini di Juve-Shaktar restano sullo sfondo. Finita la puntata, ci si dividono da buoni fratelli gli avanzi: lambrusco, pere di Coldiretti, strichetti e biscottini di Ivo e Simone. Torna Rita Mandini dalla cena del Club Andrea Costa in cui Gilardino, osannato, non ha detto nulla di particolarmente significativo.Io rientro a casa, cerco la replica ma trovo Rombo. Palpebre scendono. Buona notte.

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